Sempre più si sente parlare di Mindfulness. Venere 50 vi spiega bene cos’è e quali benefici si hanno nel frequentare un percorso di Mindfulness

Il termine Mindfulness deriva dalla parola “Sati” in lingua Pali. Sati fa riferimento a uno stato caratterizzato da “presenza mentale”.

 

Jon Kabat Zinn, ideatore dell’uso clinico moderno della mindfulness, definisce la mindfulness come “il processo di prestare attenzione in modo particolare: intenzionalmente, in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza nel presente momento dopo momento”.

 

La mindfulness è inoltre definita come la consapevolezza che emerge dal porre attenzione al momento presente sospendendo il giudizio (Kabat-Zinn, 1997).

 

Lo sviluppo della “nuda attenzione” e della “consapevolezza pura”, come spesso è descritta la mindfulness, aiuta a ridurre la sofferenza psichica legata a una scorretta comprensione della realtà.

 

Tale accezione viene oggi compresa alla luce delle moderne neuroscienze come la possibilità di incidere all’interno di diverse aree cerebrali e in particolare in un’area coinvolta nel mind wandering (divagare della mente).

 

 

Cos’è il mind wandering?
Il ‘mind wandering’ o ‘divagare della mente’ è quello stato, spesso associato a un senso di malessere, in cui la mente rimane ‘impigliata’ in loop mentali, causando la mancanza di creatività e vitalità.

 

Diversi studi dimostrano che la mindfulness rende le operazioni di tale network cerebrale più flessibili e regolate, con meno condizionamento da parte del divagare della mente sulla cognizione, sull’umore e sugli stati mentali, promuovendo benessere e capacità di agire.
La mindfulness, aiuta ad avere una sempre più chiara comprensione di ciò che è salutare e va perseguito e ciò che non lo è e va abbandonato. La mindfulness è quindi caratterizzata da due componenti strettamente interconnesse tra loro:

 

1) l’abilità di dirigere l’attenzione al momento presente (autoregolazione dell’attenzione)
2) l’attitudine con cui lo si fa, fatta da curiosità, apertura e accettazione.

 

In sintesi potremmo definire la mindfulness come una specifica modalità di vivere l’esperienza interna ed esterna con attenzione consapevole, senza giudicarla, accogliendola e accettandola momento dopo momento così com’è, senza identificarsi nei propri contenuti mentali. Si tratta dunque di uno “stato” mentale e di un “tratto” in quanto attitudine.

 

La pratica avviene principalmente attraverso tecniche di meditazione e apprendimenti psico-educativi.

 

La pratica di meditazione che aiuta lo sviluppo della mindfulness è condotta essenzialmente attraverso due modalità:

a) formale o strutturata, esercitata in un tempo e in un setting prestabiliti;
b) informale o non strutturata, esercitata in diversi momenti della quotidianità, senza la necessità di un setting particolare.

 

Le pratiche formali di consapevolezza più usate nei moderni interventi clinici sono:

 

1) il body scan o scansione del corpo
2) la meditazione seduta (consapevolezza del respiro, del corpo nel suo insieme, della montagna, di Metta…)
3) l’Hatha Yoga definito anche Minful yoga
4) la meditazione camminata o sulla camminata.

 

La pratica informale invece consiste nel portare consapevolezza alle esperienze interne ed esterne della quotidianità, come il mangiare o il lavarsi o il parlare.

 

Le pratiche permettono di sviluppare così la capacità di entrare intenzionalmente in uno stato mindful (mindfulness come stato) dove esiste uno spazio tra esperienza e azione, e aumentano l’attitudine accogliente, accettante, non giudicante verso l’intera gamma delle esperienze (mindfulness come tratto).

 

La prima applicazione della mindfulness nella pratica clinica risale alla fine degli anni Settanta del secolo scorso ed è di Jon Kabat-Zinn all’Università del Massachusetts.

 

Kabat-Zinn elabora il programma per la Riduzione dello Stress Basato sulla Mindfulness (MBSR) adottando la pratica mindfulness tradizionale scevra delle sue qualità religiose e spirituali e apportando delle modifiche per adattarla ai pazienti che soffrono di dolori fisici e psicologici.

Venere50 organizza periodicamente percorsi Mindfulness oriented.

Il percorso qui esposto è basato sul protocollo MBSR sopra descritto.
Considera un incontro preliminare della durata di circa mezz’ora con la persona interessata al fine di precisare insieme la motivazione a intraprendere il percorso.
Il percorso si sviluppa in 8 sedute della durata di un’ora e quindici minuti ciascuna.
Prevede una pratica di tecniche di meditazione e apprendimenti psico-educativi da svolgere in un setting strutturato (lo studio del conduttore) e in un setting informale (a casa).

daniela-grenzi-venere50

Praticante di yoga e meditazione, da oltre 20 anni, con il maestro Giulio di Furia. Ha frequentato il corso per insegnanti di yoga, della maestra Beatrice Benfenati dell’associazione Asia. Si è formata sul protocollo MBSR completando il Master universitario di II livello in “Mindfulness: Pratica, Clinica e Neuroscienze” dell’Università La Sapienza, di Roma.

Insegnante di Mindfulness

Daniela Grenzi, psicologa-psicoterapeuta
IL NOSTRO CONVEGNO
Piacere Mio. Convegno sulla sessualità a Modena


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