“Piacere mio !”: sesso e amore, un binomio ancora vittima di stereotipi?

Proseguiamo anche questa settimana con delle brevi riflessioni sui risultati del  questionario sulla sessualità diffuso in occasione della preparazione del convegno Piacere mio!.

 

Lo scorso venerdì ci eravamo soffermate sul tema dei sex toys, oggi volevamo riflettere su come e quanto le donne siano capaci di poter avere una vita sessuale slegata da quella sentimentale, insomma, se sia possibile per loro separare il sesso dall’amore.

L’ultimo rapporto Censis-Bayer rimanda una fotografia della sessualità italiana più varia e trasgressiva. Vent’anni fa le donne che separavano il sesso dall’amore erano il 37,5% , oggi sono aumentate al 77,4%: sembra essere questo un evidente e radicale cambio di prospettiva che Venere 50 vorrebbe approfondire all’interno di questo spazio.

 

I dati raccolti attraverso il nostro questionario, come è sempre doveroso sottolineare, non possono rappresentare un valore statistico, ma solo un’indicazione o ancora di più, uno spunto di ulteriore riflessione. Ciononostante, considerando che il nostro target di riferimento sono donne collocabili in una fascia anagrafica più definita (dai 40 agli 80 anni), abbiamo rilevato come l’orientamento sia sensibilmente diverso da quello registrato nel rapporto Censis-Bayer.

 

Ciò che riteniamo molto interessante approfondire è la consapevolezza che intorno al binomio ‘sesso e amore’  si accavallino diversi stereotipi come ad esempio quello che il sesso appartenga  alla carne e l’amore al cuore o che uno sia immorale e l’altro consentito e ancora uno legato agli amanti e l’altro al matrimonio, che uno sia sinonimo di ‘divertimento’ e l’altro di ‘noia’ o ‘routine’.
E’ su queste espressioni del nostro immaginario collettivo che il collettivo di Venere 50 è stato stimolato ad approfondire la sua ricerca, grazie anche alle risposte raccolte attraverso il questionario.

 

E in questo immaginario collettivo erotismo e amore continuano a rappresentare due estremità che faticano a congiungersi o a non entrare in conflitto tra loro.
Così, per stimolare la riflessione su questo complessissimo ambito, abbiamo scelto oggi di chiamare in aiuto alcuni tra gli autori più importanti nell’ambito della psicologia.

Come  lo psichiatra e psicoterapeuta statunitense Alexander Lowen, ad esempio.
Lowen, nella conferenza tenuta presso la Community Church di New York, nel settembre 1962, aveva affermato che i due poli sono inseparabili perché espressione della personalità dell’individuo e che l’individuo dovrebbe tendere alla loro integrazione anziché alla loro separazione.
Per supportare il proprio discorso Lowen fa riferimento all’evoluzione:

«L’amore, come noi lo conosciamo, è relativamente un nuovo arrivato nel campo delle emozioni. In contrasto, il sesso è apparso presto nello schema evolutivo. La differenziazione e l’attività sessuali, negli animali, si sono manifestate prima di un qualcosa di analogo all’affetto o all’amore. Seguendo l’evoluzione sessuale delle specie animali, è interessante notare come man mano che aumenta la vicinanza o l’intimità fisiche tra i sessi appaiano segni di amore e di affetto.
Queste idee ci permettono di separare la crusca dal grano in materia sessuale. Non possiamo essere tratti in inganno da affermazioni o pretese di abilità sessuale. La sessualità di una persona è nel suo essere. Diciamo che la sessualità riflette la personalità e la personalità è lo specchio della sessualità di un individuo. Ciascuna è una diretta espressione dell’energia o vitalità dell’organismo.
Gli psicologi riconoscono che la personalità è in stretta relazione con la capacità dell’individuo di amare e di ricevere o accettare amore.. »

 

Nelle prossime settimane continueremo a ritornare al nostro questionario, proseguendo la nostra riflessione su questo e su altri temi sollevati dalle domande che sono state poste. Ci rendiamo conto di di avere appena cominciato a sollevare un velo sulla dimensione del piacere in generale e su quello sessuale in particolare e siamo felici di poter continuare a fare questo viaggio, anche con il vostro contributo e la vostra partecipazione.

Scriveteci e condividete con voi le impressioni!

 

Il collettivo Venere 50 (Daniela Grenzi, Giovanna Rossi e Paola Vigarani)