“Piacere mio !”: sotto l’albero: romanzo rosa o romanzo erotico?

Proseguiamo anche questa settimana con delle brevi riflessioni sui risultati del  questionario sulla sessualità diffuso in occasione della preparazione del convegno Piacere mio!.

 

In questo ultimo appuntamento del 2020, le risposte sulle quali volevamo soffermarci sono quelle che abbiamo ricevuto alla domanda ‘Com’è cambiato il tuo immaginario erotico nel tempo?’.

Non possiamo nascondere che siamo rimaste colpite nel constatare che solo il 23% delle donne hanno dichiarato un cambiamento e un ampliamento del proprio immaginario erotico.

Come è sempre necessario ripetere, si tratta di una percentuale che non vuole avere nessun valore statistico, ma come per le risposte alle altre domande del questionario, ci racconta di come la sfera della sessualità femminile sia per molte donne un luogo difficile da esplorare, una dimensione in cui si fatica a trovarsi a proprio agio, strette tra forme di paure e pregiudizi che emergono e si palesano con una frequenza che in qualche modo ci ha sorprese e spiazzate. Confermando, di nuovo, quanto sia importante per noi continuare a confrontarci e aprirci su questo tema e sui tabù che sembra ogni volta evocare.

 

La nostra esistenza rappresenta un cambiamento continuo, ma per noi donne, il transito a quella che definiamo ‘la seconda metà della vita’, è una fonte di cambiamento sicuramente più radicale e profonda. E’ ciò che noi intendiamo vedere come un’opportunità, così come molte delle nostre intervistate hanno raccontato, riconoscendo come questa parte della vita sia l’occasione per rivedere e ridefinire i propri desideri, le proprie necessità e aspettative, anche rispetto al piacere sessuale.

 

Ma al tempo stesso ci rendiamo conto che per cambiare il nostro immaginario erotico occorre prima di tutto riconoscerne l’esistenza, accoglierlo come una parte fondante della nostra personalità, magari senza giudicarlo o addirittura negarlo, come se fosse un elemento estraneo capace di generare sentimenti di imbarazzo o vergogna.

 

Occorre, crediamo non fuggire spaventate di fronte ai ‘fantasmi erotici’ che abitano in quella che il sessuologo Roberto Bernorio chiama ‘zona erogena intrapsichica’, ma anzi familiarizzare ed entrare in confidenza con loro, come voci sincere capaci di dirci chi siamo e cosa desideriamo.

 

Non possiamo rilevare una forma di contraddizione tra i grandi cambiamenti che attraversiamo e la staticità e l’immobilismo che invece, in molte donne,  caratterizzano questo immaginario.

E anche di questo, state sicure, torneremo presto a parlare.

Ma prima di lasciarci per ritrovarci col nuovo anno, vi salutiamo con un paio di link per una navigazione natalizia tra letteratura erotica e letteratura rosa, affidando a voi la scelta su quale libro leggere e sfogliare o a quale dei due, nel caso,  dare la precedenza!

 

Buon Natale  e buone feste a tutte, ma soprattutto, buon piacere!
Il collettivo Venere 50 (Daniela Grenzi, Giovanna Rossi e Paola Vigarani)