Quanto è intelligente l’intelligenza artificiale?

Lungo la via Emilia, tra Modena e Milano, un festival ed una mostra ci propongono una riflessione sui progressi, i limiti e le prospettive che l’ I.A. ha mostrato fino ad oggi.

 

Cominciamo da Modena, che per il quarto anno, dal 27 al 29 settembre, ospiterà il festival Modena Smart Life‘, dedicato a sviluppare il tema ”Humans vs Intelligenza artificiale”. Si tratta di una tre giorni che si pone l’obiettivo di esplorare quanto e come l’intelligenza artificiale ha progredito in questi ultimi anni, attraverso un fitto calendario di appuntamenti che, attraverso una prospettiva multidisciplinare, consenta di offrire lo sguardo più ampio e articolato sui progressi di un settore in continua espansione.

 

Un esempio di come l’ I.A. ci debba stimolare a riflessioni non solo tecnologiche, ma anche politiche, sociologiche e più generalmente, culturali, è invece la mostra Training Humans , presentata dall’Osservatorio Fondazione Prada  e  in corso dal 12 settembre al 24 febbraio 2020.

Realizzata da Kate Crawford, professoressa e studiosa nel campo dell’intelligenza artificiale, e dall’artista e dal ricercatore Trevor Paglen, Training Humans si concentra sulle immagini che gli scienziati utilizzano per allenare le macchine a distinguere non solo i volti delle loro persone, ma soprattutto le loro emozioni e ancora di più le loro possibili intenzioni.

Le tecnologie di riconoscimento facciale hanno cominciato ad essere sviluppate nei primi anni sessanta dalla CIA e oggi, queste stesse tecnologie, mostrano come il lavoro da fare per perfezionarle  sia ancora lungo e complesso. Lo dimostra, ad esempio,  la legittima preoccupazione generata da Rekognition, un software elaborato da Amazon, che ha mostrato i suoi inquietanti limiti e difetti, grazie ad un esperimento condotto dall’American Civil Liberties Union, un’organizzazione non governativa che ha mostrato come questa tecnologia (alla quale era stato chiesto di valutare le fotografie di componenti del Congresso, mescolate a foto segnaletiche fornite dalla polizia), avesse bollato il 5% dei deputati come galeotti o criminali. L’errore di attribuzione, inoltre, sembrava essere più frequente quando i volti appartenevano a deputate o deputati ispanici o afroamericani.

 

 

Più la tecnologia è avanzata, più aumentano le sue implicazioni sociali, politiche e giuridiche e gli appuntamenti di Modena e Milano rappresentano sicuramente due buone occasioni per confrontarsi sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale, invitandoci ad accogliere il progresso scientifico senza pregiudizi “apocalittici”, ma senza, allo stesso tempo, assumere un approccio superficialmente e frettolosamente ”integrato”.