”Tutte a casa” un documentario per raccontare le donne ai tempi del COVID-19

Come stanno vivendo le donne le diverse emergenze scatenate dal Coronavirus? Per il nostro appuntamento settimanale di #thinkpink, Venere 50 ha incontrato Cristina D’Eredità, una delle promotrici del progetto documentaristico Tutte a casa: donne, lavoro, relazioni ali tempi del COVID-19

 

Cristina, vuoi raccontarci che tipo di progetto è ”Tutte a casa?”

 

“Tutte a casa” è il progetto di un film documentario collettivo che racconti il rapporto delle donne con il lavoro ai tempi del Covid-19. In un momento come questo, un tempo dilatato e di emergenza, in cui tutti siamo costretti a fermarci, questo film vuole evidenziare le problematiche delle donne che hanno dovuto cambiare le loro prospettive e abitudini. C’è chi è costretta ad uscire per andare a lavorare (per esempio chi opera nel settore sanitario), chi è riuscita ad organizzarsi per lavorare da casa e chi invece non può lavorare né in casa né fuori: chi è stata licenziata, le lavoratrici autonome e chi lavorava in nero.

Chiediamo a tutte queste donne di inviarci dei video-diari che documentino il passare dei giorni: c’è chi li sta affrontando in maniera creativa, chi riesce a ritagliarsi spazi di leggerezza, chi impara a fare cose nuove e chi invece riflette sul futuro in maniera più intima. Noi vogliamo raccontare la realtà di tutte le donne e i mutamenti della situazione, lavorativa e personale: paure, pensieri, desideri e ipotesi di futuro.

Partecipare è semplice: basta inviare all’indirizzo mail tutteacasa@gmail.com uno o più video. Vanno benissimo video girati con il cellulare e video-selfie, tutto ovviamente nel rispetto delle norme previste dal decreto.

I dettagli sono sulla nostra pagina fb “Tutte a casa”, che invitiamo a seguire per tutti gli aggiornamenti.

 

Da chi è composto il gruppo che ha deciso di realizzare questo documentario?

 

Siamo un gruppo di donne lavoratrici dello spettacolo che frequenta il gruppo facebook “Mujeres nel cinema”, una realtà nata da pochi mesi, ma che ha già un certo seguito. Siamo scrittrici, attrici, producer, montatrici, registe, insomma un gruppo eterogeneo, ma che sta lavorando per un obiettivo comune.

Venerdì 13 Marzo è stata lanciata l’idea di realizzare un documentario partecipativo, per raccontare questi giorni di quarantena da un punto di vista femminile e in soli tre giorni siamo riuscite a lanciare la campagna #tutteacasa.

Non sono stati giorni semplici in casa tra lavoro, famiglia, figli da gestire e un’idea da far germogliare, ognuna di noi ha contribuito per come ha potuto. Ci tenevo che anche in questa fase di progettazione fosse garantita l’orizzontalità e la partecipazione, perché credo che questo momento così difficile possa portare tutti noi a rivedere dei modelli solipsistici e a rivalutare la dimensione sociale e comunitaria della nostra cultura.

 

Voi come state vivendo personalmente questo isolamento?

 

Con preoccupazione, speranza, turbamento. Ho due bambini piccoli e cerco di mostrare gli aspetti positivi di questo isolamento forzato: stiamo trascorrendo tanto tempo insieme, leggiamo, vediamo film, facciamo dei lavoretti. Ogni giorno abbiamo lunghe skype call con i loro amichetti di classe e anche con le maestre, che proprio in questo periodo hanno dimostrato una sorprendente positività ed energia nel migliorare le loro competenze tecnologiche, pur di mantenere un contatto con i bambini. Nonostante questi momenti di grande coesione, c’è il turbamento e la preoccupazione per una situazione estremamente critica dal punto di vista della salute pubblica. Penso a tutti gli uomini e le donne che lavorano giorno e notte negli ospedali, senza tregua, per garantire assistenza. Penso a tutti coloro che hanno perso il lavoro a causa di questa stasi economica e che stanno vivendo reali condizioni di disagio. Penso ai ragazzi, costretti a stare in casa, nonostante la loro grande necessità di socializzazione. Insomma, io in questo periodo mi pongo tante domande e per questo con il mio compagno abbiamo sin da subito pensato di contribuire, per come possiamo, a mettere in campo “una buona onda”: lui è un musicista e sta facendo lezioni di musica gratuite su skype, io ho lanciato questa idea per la realizzazione di un film collettivo. Speriamo di poterlo vedere presto!