Valentina, un cane, un cavallo e una conglietta

Hillman diceva che possiamo conoscere noi stessi solo attraverso un altro, non ci è concesso di riuscirci da soli.

 

La relazione con gli animali ci può aiutare in questa scoperta e, per molte di noi, è stato così. Inizieremo una serie di interviste a donne la cui relazione con gli animali è stata il viatico alla scoperta di sé, da un punto di vista personale e a volte, anche professionale.

 

Venere 50, in collaborazione con la scuola di PTRI, promuove da vent’anni corsi di formazione incentrati sulla relazione con gli animali. Spesso in questi percorsi le protagoniste sono donne, e per molte di loro, da quell’inizio, è partito un viaggio di crescita umana e professionale.

 

Altre donne che intervisteremo, le abbiamo incontrate nei nostri studi professionali, all’interno di percorsi di crescita o di psicoterapia; in tutti i casi sono testimonianze che pensiamo possano essere d’aiuto al fine di  rendere più consapevole il nostro rapporto con gli amici animali.

Oggi vi presentiamo la storia  di Valentina Ragazzi.
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Raccontaci com’è iniziata e come si è sviluppata la tua storia con gli animali

 

La mia storia con gli animali è iniziata fin da piccola, nonostante di animali, nella mia famiglia, non ve ne fossero.. Mi ricordo che già dai primi anni non passava giorno in cui non tornassi a casa da scuola con qualche lumaca o insetto da accudire o al quale poter costruire una casetta. I miei genitori avevano allora un concetto di animale del tutto distaccato dalla vita quotidiana, del tipo “cane in giardino con cuccia e ciotola” e dunque non smetterò mai di ringraziare mia zia che in ogni pomeriggio o giornata libera mi portava a passare qualche ora a vedere gli animali nelle stalle dei contadini, nei maneggi o nelle aree cani dei parchi, per non parlare poi delle vacanze estive in Trentino, tra mucche, cani da pastore, cavalli a caprette.

 

Così ho potuto scoprire in me una sensibilità accentuata verso tutto il mondo naturale ed un’immensa passione soprattutto per i cavalli e i cani. Verso i 6 anni le mie richieste di poter avere un cane si erano fatte sempre più pressanti fino a che, al ritorno dalle vacanze estive. aprendo la porta di casa, trovai la mia prima cagnolina: un sogno che si era realizzato! Ricordo i pianti per convincere i miei genitori ad avere il permesso di farla dormire nel mio letto o stare sul divano. Mi ero accorta fin da subito che qualcosa di inspiegabile mi legava al mondo animale: stavo bene e ne avevo bisogno. Crescendo ho avuto un altro cane e arrivando ad oggi sono felicemente ‘’mamma’’ di un cane, un cavallo e una coniglietta, che rappresentano la mia principale fonte di felicità. Avendo ora la possibilità, ho intrapreso vari corsi formativi e di crescita per avvicinarmi sempre più a questo mondo per me magico.

 

Ci sono stati momenti cruciali della tua vita in cui questa relazione ti ha sostenuto e cosa ti ha insegnato?

 

Nella vita la relazione con i miei animali e con il mondo naturale in generale, mi ha fatto crescere tanto. Ci son stati momenti in cui i miei cani son stati la mia unica base sicura in cui potermi rifugiare, fermarmi, mettermi a nudo, pensare e ricominciare. Ho passato anni in cui la situazione familiare non era facile, ero convinta di non potercela fare a reggere, ma ad oggi so che la mia salvezza è stata il mio cane.
Mi dava e mi da tutt’ora quella forza che a parole è difficile spiegare, mi ha insegnato la sensibilità, la pazienza, la fiducia e l’amore in prevalenza su tutto. Mi ha insegnato il rispetto e il sostegno reciproco. Mi ha insegnato soprattutto a godere di ogni momento della mia vita, un po’ come lui, col naso all’insù nel vento.

 

Non ti è mai successo di essere criticata per la tua relazione con gli animali?

 

Spesso sono stata criticata per il rapporto con i miei animali. Ho sempre preferito passare un pomeriggio o un week end in più col mio cane o col mio cavallo, che a girare per negozi in centro. Son sempre stata un po’ limitata nei tempi e negli orari, perché a casa avevo un cane da portare fuori e a cui dare da mangiare. Questo i miei coetanei o comunque persone che non condividono tale passione, spesso non lo hanno capito e tante volte mi son sentita chiedere se queste responsabilità non mi limitassero la vita. Forse si, non ho fatto tante cose, ma stare con i miei animali mi fa stare bene e mi ripaga di tutto.

 

Per molti l’animale è l’esatto opposto dell’umano, per altri invece è l’eco di una similitudine, tu cosa ne pensi?

 

Penso che allo stesso tempo l’animale sia entrambi, l’opposto e la similitudine. Anche nei miei animali percepisco quanto il loro interagire e il loro comportamento sia l’opposto, direi per fortuna, di ciò che noi umani nel mondo di oggi ci convinciamo di dover pensare e fare. Allo stesso tempo vedo tante similitudini, soprattutto nella sfera emozionale, familiare, di attaccamento e di cura.

 

In base alla tua esperienza cosa consiglieresti a una persona che sta pensando di far entrare nella propria vita un animale?

 

Consiglierei sicuramente un’intensa riflessione su ciò che comporta la responsabilità di aprire il cuore e la casa a un animale, sulla consapevolezza di quanto cambierà la propria vita. Una delle domande che ci si dovrebbe porre prima di prendere un’animale è: come sarà viverci insieme? La risposta è che cambierà tutto, dal primo momento della mattina all’ultimo, nulla sarà come prima. Avere un animale significa avere una famiglia particolare e desiderare ogni giorno la stessa cosa: rivedersi, stare insieme e occuparsi l’uno dell’altro con amore e senso di responsabilità. Se si è pronti a tutto ciò, avere un animale nella propria vita sarà una ricchezza incredibile. Scoprirete, allora, che non siete stati voi a salvarlo, ma il contrario!